Focus

RISULTATI OTTENUTI DAL PROGETTO

  • Sostenere il rinnovamento del comparto olivicolo Italiano;
  • Selezionare varietà per la realizzazione di nuovi impianti intensivi con genotipi precoci, produttivi, climate-ready, disegnati per meccanizzare le operazioni di potatura e raccolta;
  • Salvaguardia dell’olivicoltura tradizionale, patrimonio agricolo, paesaggistico e culturale dell’Umbria e di tante regioni olivicole;
  • Recupero e valorizzazione del patrimonio varietale locale;
  • Aumento della produttività per unità di superficie, introduzione di presidi meccanici ausiliari, salvaguardia della territorialità delle produzioni locali;

OBIETTIVI RAGGIUNTI

A conclusione del progetto OLIVE HUB sono stati raggiunti i seguenti obiettivi:

  • È stata completata la valutazione di un pool già pre-selezionato di varietà locali, rappresentate da varietà locali rinvenute negli oliveti tradizionali umbri e messe a confronto con alcune varietà di riferimento, per la diffusione di varietà adatte ai nuovi standard di produzione, pronte per la registrazione e il successivo rilascio;
  • E’ proseguito il programma di valutazione e selezione di un pool di nuovi genotipi derivati da programmi di miglioramento genetico, sottoponendo questi genotipi a valutazione agro-biologica e qualitativa, per selezionare quelli idonei alla intensificazione colturale e alla meccanizzazione, con alta qualità dell’olio, elevata produzione e basse esigenze agro-ambientali;
  • Sono state prodotte innovazioni per il recupero e la valorizzazione delle risorse genetiche locali e la selezione di nuove cultivar, per produrre nuove tipologie di oli di oliva di interesse territoriale e/o salutistico e/o ecosostenibile e per il rilascio di nuovi genotipi;
  • Sono state identificate o prodotte ex novo varietà di olivo per far fronte al grande fabbisogno di innovazione per il settore olivicolo-oleario, favorendo la possibilità di realizzare nuovi impianti olivicoli, più sostenibili dal punto di vista economico, più tolleranti alle emergenze fito-patologiche, più adatti a fronteggiare i cambiamenti climatici in atto, più idonei per la produzione di oli di alta qualità.

ELENCO DEI PRINCIPALI RISULTATI OTTENUTI GRAZIE ALLE ATTIVITA’ SVOLTE

Sono stati finora raggiunti i seguenti risultati:

  • definizione della lista di almeno 10 varietà locali pronte per la selezione finale;
  • valutazione di varietà locali e nuovi genotipi;
  • verifica degli effetti di alcuni eventi climatici sulle varietà in selezione;
  • caratterizzazione dei parametri di crescita e sviluppo degli alberi delle varietà locali e dei nuovi genotipi in selezione;
  • definizione delle condizioni ottimali di trasporto e conservazione dal campo al frantoio delle olive delle varietà locali e dei nuovi genotipi;
  • valutazione parziale della risposta delle varietà locali e dei nuovi genotipi ai principali stress biotici;
  • caratterizzazione dei parametri di fioritura delle varietà locali e dei nuovi genotipi in selezione;
  • caratterizzazione dei parametri di maturazione dei frutti delle varietà locali e dei nuovi genotipi in selezione;
  • caratterizzazione della resa in olio e della percentuale di umidità dei frutti;
  • caratterizzazione dell’olio ottenuto da varietà locali e nuovi genotipi in selezione;
  • diffusione delle informazioni relative alle caratteristiche delle risorse genetiche selezionate;
  • per le varietà locali di cui si dispone di dati sufficienti che ne attestano il valore agronomico, qualitativo e di sostenibilità colturale e ambientale, è stata avviata la procedura di iscrizione al Registro Nazionale delle Varietà di Olivo del MASAF por poterne consentire la commercializzazione e l’impiego per la realizzazione di nuovi oliveti.

INNOVAZIONE

Gli obiettivi raggiunti si innestano con i fabbisogni di innovazione individuati dal PSR ed in particolare con la possibilità di favorire la crescita del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali con innovazione e promozione, realizzare il miglioramento genetico di una importantissima coltura come l’olivo, con innovazioni per un prodotto di eccellenza come l’olio di oliva extra vergine, in quanto “genera” varietà nuove che prima non esistevano e porta con se una serie di miglioramenti nei sistemi di coltivazione e nei prodotti che si ottengono, in grado di aumentare il vantaggio competitivo delle aziende che adotteranno queste innovazioni.

Lo studio di varietà migliorate inoltre ha consentito di approfondire tutti gli aspetti colturali e di trasformazione necessari ad ottimizzare i risultati che si vogliono ottenere.

L’impatto del progetto dovrebbe portare ad una importante svolta dell’intero settore olivicolo regionale, con notevoli riduzioni dei costi di coltivazione, della sostenibilità della coltura e aumenti delle quantità e qualità degli oli umbri, con recupero delle caratteristiche territoriali del prodotto.

EVENTO BONEGGIO

Intervista Francisco Gomez

EVENTO REGIONE UMBRIA

GIORNALI CHE PARLANO DELL’EVENTO IN REGIONE

VIDEO CAMPO BONEGGIO, FATTO VEDERE IN CONFERENZA

PRESENTAZIONI DEI RELATORI IN OCCASIONE DELL’EVENTO IN REGIONE

COMUNICATO STAMPA

Buone notizie per l’olivicoltura

In Umbria selezionati nuovi cultivar 

Resistenti a stress climatici e fitopatie.

Presentati i primi risultati di una delle sperimentazioni più importanti nel settore dell’olivicoltura, tesa all’individuazione di super-cultivar di olivo adatte alla produzione meccanizzata integrale, resistenti a stress climatici e fitopatie, con l’obiettivo di ottenere oli ad alto valore alimentare. Le varietà in selezione rappresentano un presupposto fondamentale per il rilancio dell’olivicoltura italiana, che richiede forti innovazioni per recuperare competitività e valore e affrontare le nuove sfide climatiche.

I risultati generali della sperimentazione si inseriscono nel consuntivo del progetto Olive-Hub; l’investimento totale è stato di 1.100.000,00 euro, finanziato dal PSR 2014/2022 della Regione Umbria per un importo di 600.000,00 euro circa e dal Gruppo Agroalimentare Farchioni per 500.000,00 euro.

Nel quadro del progetto OLIVE HUB, i ricercatori dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR e del DSA3 dell’Università degli Studi di Perugia, dopo anni di valutazione e selezione, hanno identificato oggi 2700 semenzali da incrocio, con 1700 genotipi individuati, messi a dimora nell’oliveto sperimentale di Boneggio, alle porte di Perugia e negli oliveti delle aziende partner. Tra i genotipi i ricercatori hanno già selezionato 10 nuove varietà autoctone e 10 da nuovi incroci, che non temono stress idrico e termico e stanno mostrando attitudine alla meccanizzazione integrale e alla produttività di oli di elevata qualità, caratteristiche queste in piena linea con gli obiettivi del progetto generale. I risultati sono stati raggiunti grazie alla collaborazione tra la F.lli Farchioni Società Agricola, capofila del progetto e diverse altre realtà olivicole umbre.

(Perugia, 21 novembre) – Il futuro dell’olivicoltura italiana passa dall’Umbria. Il lungo programma di miglioramento genetico dell’olivo e la capillare prospezione degli oliveti umbri alla ricerca di varietà locali sconosciute, avviati presso il CNR – Istituto di Bioscienze e Biorisorse di Perugia fin dai primi anni 2000, hanno consentito l’ottenimento di migliaia di semenzali da incrocio e l’individuazione di oltre 260 varietà sconosciute.

Con i progetti PSR della Regione dell’Umbria INNO.V.O. (2017-2022) e OLIVE HUB (2022-2024) e la partecipazione di importanti aziende olivicole umbre, è stato possibile mettere a dimora in campi di comparazione sia i semenzali che oltre 150 varietà locali. Tutte le piante sono state sottoposte a stringenti criteri di valutazione e selezione, sulla base della loro velocità di sviluppo ed entrata in produzione, produttività, dimensione e portamento dell’albero, resa e caratteristiche qualitative dell’olio, tolleranza agli stress ambientali e resistenza a patogeni e parassiti. L’obiettivo era quello di selezionare varietà più compatte, idonee alla intensificazione colturale, più produttive, in grado di affrontare criticità ambientali e fitopatologiche, per produrre oli eco-sostenibili e di alto valore salutistico e territoriale.

Grazie alla costante e proficua collaborazione fra i ricercatori del CNR-IBBR, che si sono occupati della valutazione dell’architettura degli alberi, della produttività e della risposta delle piante all’ambiente, con i ricercatori del Dipartimento DSA3 dell’Università di Perugia, che hanno svolto tutte le analisi biochimiche sui frutti e sugli oli dei genotipi in valutazione, si è arrivati a identificare una ventina di “super-olivi”, in grado di rispondere a tutte le più importanti sfide ambientali, produttive e commerciali che il comparto si trova ad affrontare. Le valutazioni sono tuttora in corso e proseguiranno nei prossimi anni per arrivare al rilascio commerciale di nuove cultivar e alla registrazione delle varietà locali di maggiore interesse.

La produzione olivicola italiana, infatti, a causa del mancato o comunque ridotto rinnovamento degli impianti olivicoli e in conseguenza della vulnerabilità alle emergenze climatiche, si è venuta riducendo progressivamente negli ultimi anni fino a toccare minimi storici (circa 200mila tonnellate/anno a fronte di una domanda interna di circa 1 milione di tonnellate).

Il settore olivicolo-oleario italiano ha sofferto del mancato ricambio delle varietà tradizionali con nuovi genotipi migliorati, contrariamente a quanto avvenuto in altri Paesi olivicoli come Israele e Spagna, dove da oltre 40 anni sono stati avviati importanti programmi di miglioramento genetico dell’olivo che hanno portato in anni recenti al rilascio di alcune nuove varietà.

In questo contesto si sono inseriti due progetti del PSR dell’Umbria, prima INNO.V.O. (2017-2022) e poi OLIVE HUB (2022-2024), con il contributo delle aziende partner e in particolare del capofila F.lli Farchioni Società Agricola.

Le attività in campo si sono svolte presso gli oliveti sperimentali appositamente predisposti dalle aziende partner fin dal 2017, con un continuo incremento delle risorse in valutazione. Il campo sperimentale di Boneggio, vicino Perugia, dove si svolgono la gran parte delle prove di valutazione e selezione, si candida ormai a diventare una infrastruttura di riferimento per la comunità scientifica e per olivicoltori e tecnici, interessati sia agli studi agronomici e genetici che al breeding dell’olivo.

Presto le nuove cultivar e le varietà autoctone più performanti potranno essere messe a disposizione degli olivicoltori per la realizzazione di nuovi impianti olivicoli più sostenibili, idonei all’intensificazione colturale, resistenti ai patogeni, più tolleranti agli stress ambientali, particolarmente alla carenza idrica, più pregiati per la produzione di oli di alta qualità. Le royalty che si genereranno dalla vendita delle piante a livello mondiale, finanzieranno il proseguo della ricerca e verranno concesse gratuitamente agli olivicoltori umbri.

Il lavoro di ricerca e selezione continuerà nei prossimi anni, anche attingendo a nuove occasioni di finanziamento regionali e nazionali e coinvolgendo ricercatori e aziende che crederanno alle potenzialità di sviluppo del progetto. Con l’apporto del gruppo Alimentare Farchioni. L’obiettivo è sostenere l’intera filiera del comparto olivicolo italiano, sia per la realizzazione di nuovi impianti intensivi con nuovi genotipi precoci, produttivi, climate-ready, disegnati per meccanizzare le operazioni di potatura e raccolta, che per la salvaguardia dell’olivicoltura tradizionale, patrimonio agricolo, paesaggistico e culturale dell’Umbria e di tante altre regioni olivicole.

Un modello esportabile – La collaborazione con il Gruppo Bonifiche Ferraresi, offrirà al progetto possibilità di sviluppo mondiali, permettendo l’esportazione di un modello di filiera olivicola italiana controllata, passando dalla selezione genetica delle cultivar, alle tecniche di impianto e allevamento, a quelle di raccolta e di estrazione dell’olio, con l’obiettivo di commercializzare un olio extravergine di oliva italiano di alta qualità, al giusto prezzo di vendita.

Oggi è già programmata la realizzazione di decine di migliaia di ettari di nuovi oliveti solo nell’area mediterranea, senza considerare gli oltre 20 paesi nel resto del mondo che stanno progettando nuovi impianti e che potrebbero utilizzare e giovarsi del modello completo di filiera olivicolo italiano proposto. Questo porterebbe alle aziende italiane profitti considerando i costi attuali e le economie di scala che si genererebbero con questo progetto.

Il partenariato del progetto Olive Hub, guidato da F.lli Farchioni Società Agricola, è composto da Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Bioscienze e Biorisorse, Sede di Perugia (CNR-IBBR), Società Agricola Mastri Birrai Umbri, Rete d’Impresa Agroindustria Umbria, Frantoio del Trasimeno, Azienda Agricola Fonte Torre e Az. Agr. Proietti Gianni. Del consorzio del progetto Rete INNO.V.O., concluso nel 2022, hanno fatto parte Farchioni Olii, Soc.Agr. Fonte Cupa, Soc. Agr. Mastri Birrai Umbri, Soc. Agr. Petesse Maria Angela, Proietti Gianni, Agrimeccanica Ottavi, Buccelletti Vivai, Analysis S.R.L., CNR – IBBR, Università di Perugia – DSA3 e la Fondazione Mach.

Contatti stampa

Alessandro Piccioni alessandro.piccioni@farchioni.it

Danilo Trapasso danilo.trapasso@farchioni.it

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